Psicoterapia
Psicoterapia, desiderio e cambiamento
Si può arrivare in terapia perché si soffre o perché qualcosa nella propria vita non funziona più. Altre volte non si sa più che cosa si vuole.
A volte si lavora per arrivare a fare ciò che si vuole; altre volte per volere ciò che si fa.
La persona e ciò che porta
Condividiamo tutti il ventaglio delle emozioni umane, ma ciascuno le vive dentro una storia diversa. È questo che ci rende unici, ma comunque raggiungibili. Anche le parole acquistano il loro senso in quella storia: la stessa parola può raccontare esperienze molto lontane.
Il sintomo e ciò che dice
Nel lavoro si dedica tempo a incontrare il sintomo, ciò che la persona porta o il punto in cui sembra incastrata. Il sintomo viene spesso vissuto come un nemico da eliminare. Può anche essere il segnale che qualcosa, nella vita, non sta andando tanto bene. A volte il sintomo occupa così tanto spazio che la persona finisce per vedersi soprattutto attraverso quello. Entrare in un rapporto diverso con ciò che opprime il vivere aiuta a riconoscere il posto che ha preso. Da lì si può provare a rispondere diversamente a ciò che accade.
Dentro e fuori
Ogni giorno accadono fatti e incontri che ci coinvolgono. Mentre accadono, qualcosa si muove dentro e può farsi sentire nel corpo. A volte lo riconosciamo come un’emozione o una sensazione; altre compare in un’immagine o in un ricordo. Quello che una persona sente cambia il modo in cui sta nel mondo, e ciò che le accade modifica quello che sente.
Raccontare un fatto e accorgersi di ciò che succede mentre lo si racconta sono esperienze diverse: in seduta l’attenzione può muoversi tra il fatto e l’effetto che produce, portando in primo piano un’emozione rimasta ai margini del racconto. Nel lavoro gestaltico quell’emozione può essere attraversata fino a trovare un’espressione piena, e il sentire diventa un coprotagonista della seduta e della vita.
C’è quello che c’è, e c’è l’effetto che fa.
La forma che prende il lavoro
Ciò che accade in seduta orienta il lavoro. La stessa persona può trovare utile un certo tipo di esperienza durante un incontro e aver bisogno di altro in quello successivo. La scelta dipende dalla situazione e dalla risposta a ciò che viene proposto. Durante una seduta, anche il modo di essere presenti può cambiare. A volte qualcosa di significativo si avverte nella luce degli occhi, come se la persona fosse più accanto a sé.
Esprimersi e scegliere
Esprimere ciò che si desidera e fare una scelta può diventare difficile quando si teme di deludere qualcuno. La terapia offre occasioni per riconoscere quello che conta per sé e sperimentare come sostenerlo nella vita quotidiana, facendo i conti con le conseguenze delle proprie scelte.
Una persona, molte voci
Le parti che prendono la parola
Può accadere di volere una cosa e, nello stesso tempo, di temerla. Una parte spinge in una direzione, un’altra trattiene; entrambe partecipano al modo in cui la persona si muove e sceglie.
Nel corso della vita alcune voci acquistano più autorità, mentre altre finiscono sullo sfondo. Un «devo» che non lascia alternative o un «non posso» ripetuto raccontano spesso il modo in cui questo mondo interno si è organizzato.
In terapia queste parti possono trovare voce. Ognuna porta un desiderio e cerca di proteggere qualcosa. Quando il rapporto tra loro cambia, una scelta che sembrava bloccata può diventare possibile.
Ciò che vale la pena
Il volere si appoggia sul sentire. Quando una persona non sa più che cosa vuole, il lavoro torna a ciò che sente nel corpo e nelle emozioni, e all’effetto che le fa quello che sta vivendo. È da lì che un desiderio può cominciare a prendere forma e orientare il modo di muoversi nel mondo.
Andare verso qualcosa che si desidera può richiedere fatica e può fare paura. A volte chiede anche di reggere una parte di dolore. La possibilità immaginata oltre quella paura deve avere abbastanza valore per la persona; altrimenti il tentativo rischia di diventare una lotta che continua senza una direzione.
Anche la rassegnazione può avere un animo nobile. Smettere di inseguire ciò che non si riesce a raggiungere apre altri modi di abitare il presente. Può diventare un nuovo punto in cui accamparsi e tornare a guardare il proprio mondo. Da lì, con un panorama diverso davanti, si può scegliere come proseguire.
I percorsi
Adulti, coppie e gruppi
Gli incontri si svolgono in studio a Firenze e online. La modalità si sceglie insieme, in base alla situazione.
Percorsi individuali
Per persone adulte che attraversano un momento difficile o si ritrovano ancora dentro qualcosa che fa male. In seduta entra il modo in cui stanno con sé stesse e con il mondo. Il cambiamento si vede fuori dallo studio, quando nella vita quotidiana diventa possibile fare qualcosa che prima non lo era.
Coppie
Per coppie che attraversano una crisi o tornano negli stessi conflitti. Si segue ciò che succede tra i partner e come ciascuno vi prende parte, anche quando c’è da capire se e come continuare insieme.
Gruppi
Nei gruppi terapeutici ciascuno lavora su quello che vuole, alla presenza degli altri. Quello che succede tra le persone entra nel lavoro e, a volte, mostra cose che da soli non si vedono.