Pubblicato originariamente nel novembre 2019 e rivisto per il nuovo sito.
Non ci muoviamo nel mondo soltanto seguendo ciò che appare ragionevole. Siamo spinti anche da sensazioni di mancanza che, nell’esperienza quotidiana, prendono la forma di bisogni e desideri.
Bisogno e desiderio possono nascere entrambi da una carenza, ma non producono la stessa esperienza. La fame chiede di riempire un vuoto; il desiderio assomiglia piuttosto all’aprire un menu, immaginare i sapori e scegliere verso quale esperienza muoversi.
Trasformare il bisogno in desiderio significa passare dal “mi manca” al “voglio”.
Dare forma a ciò che vogliamo
I desideri non vengono realizzati da un genio esterno. Occorre riconoscerli e trovare un modo per esprimerli. Poi arriva la prova della realtà: che effetto fa immaginare una possibile soddisfazione e che cosa chiede per essere cercata?
Il desiderio amplia il ventaglio delle possibilità, ma porta con sé una domanda di responsabilità. Che cosa sono disposto a scegliere, e quale prezzo comporta? Muoversi in una direzione significa anche lasciare qualcosa sullo sfondo.
La psicoterapia può accompagnare questo passaggio. Il desiderio resta della persona; nel lavoro può essere riconosciuto e messo in rapporto con la realtà in cui cerca una forma.