Pubblicato originariamente nel 2016 e rivisto per il nuovo sito.
La psicologia deve molto alla filosofia. La Psicoterapia della Gestalt non fa eccezione: fra le sue radici più importanti troviamo la visione esistenziale della persona e l’approccio fenomenologico all’esperienza.
Il primato del vissuto concreto
L’esistenzialismo richiama l’attenzione sulla singolarità dell’esperienza umana. La responsabilità è la capacità di rispondere e di scegliere dentro condizioni che non possono essere ignorate. Appartengono al corpo e alla storia che una persona ha vissuto; prendono forma anche nelle relazioni.
In terapia non incontriamo soltanto un sintomo o una struttura caratteriale, ma una persona nel tempo. Il suo modo di esistere si mostra nelle relazioni che costruisce e nel significato che attribuisce a ciò che vive.
Il focus non è un essere astratto, ma l’esistere: l’essere nel tempo e nella relazione.
Fenomenologia e intersoggettività
Il metodo fenomenologico invita a partire da ciò che appare nell’esperienza, sospendendo per quanto possibile giudizi e interpretazioni premature. Sposta l’attenzione dal “perché” al “come”: come un evento viene percepito e vissuto nel presente, anche attraverso il corpo.
La realtà della seduta non è completamente oggettiva né completamente soggettiva. Nasce nell’incontro e può essere verificata nel dialogo. Mettere in rapporto prospettive differenti dà senso al lavoro terapeutico.